14

Mag

2008

Corrente Del Golfo PDF Stampa E-mail

In questo articolo cercheremo di spiegare con semplicità in primo luogo il meccanismo della Corrente del Golfo e in seguito conseguenze e possibilità del venir meno della medesima....

 

Funzionamento

Il funzionamento della Corrente del Golfo si basa sulle differenze tra temperatura e salinità; sostanzialmente potremmo riassumere:

acqua calda e minore salinità = diminuzione densità

acqua fredda e maggiore salinità = aumento densità

Per agevolare la lettura nel seguito teniamo quindi conto che a parità di temperatura l’acqua salata è più densa (pensate a voi in estate in vacanza in località balneare con temperature di mare e piscina simili che fate il bagno: dove state e galla più’ facilmente?).

La corrente del golfo

Nel caso della Corrente del Golfo le acque più calde vengono prodotte nella fascia sub-tropicale (prevalentemente Golfo del Messico) e vengono spinte verso nord-est dall’azione congiunta di venti occidentali e forza di Coriolis; nel loro cammino queste masse d’acqua (parliamo di masse perché la corrente tende a dividersi in più rami) attraverso l’evaporazione dovuta al naturali scambi termici con l’atmosfera perdono calore e contestualmente aumentano in salinità, fintantoché divenute più dense delle acque circostanti tendono a sprofondare (il ramo principale sulle coste della Norvegia).

 

Rottura dell’equilibrio

Temperature e salinità sono elementi alla base del funzionamento della C.d.G, e quindi l’equilibrio potrebbe venir meno nel caso vengano alterati questi elementi. In particolare:

  • Se le acque dell’Atlantico settentrionale si scaldassero per cause esogene a un ritmo più elevato di quelle dell’Atlantico subtropicale;
  • Se le acque dell’ Atlantico settentrionale diventassero meno salate;

Cosa succederebbe se uno o entrambi di questi eventi facesse venir meno l’equilibrio?

Premesso che non si sa esattamente cosa potrebbe succedere nella realtà, esistono diverse teorie che potremmo sintetizzare in due gruppi (n.b: distinzione non ufficiale ma creata ad hoc per questa occasione):

a) rallentamento e/o deviazione

La C.d.G. subirebbe un significativo rallentamento sprofondando prima (es: all’altezza delle isole Britanniche secondo alcuni). Forse si allargherebbe orizzontalmente in numerosi altri rami rispetto a quelli odierni;

b) Colasso

Il meccanismo non sarebbe lineare ma “ a soglia” cioè si modificherebbe poco o nulla fino a una certa soglia (secondo alcuni con un rallentamento, secondo altri con brevi inceppamenti) per poi subire una variazione improvvisa.

Secondo il penultimo rapporto dell’Ipcc il rischio reale di un forte rallentamento o di un collasso potrebbe essere tale solo se la T media globale aumentasse di oltre 4°C entro il 2100. Molti modelli prevedono per la fine di questo secolo un rallentamento della corrente del Golfo da pochi punti percentuali fino al 60%, mentre nessuno di quelli inizializzati su dati attuali indica che collasserà entro questo secolo.

 

Conseguenze e possibilità di una glaciazione

Se non si sa esattamente cosa potrebbe accadere nel caso di una rottura dell’equilibrio alla base del funzionamento della C.d.G. tantomeno si possono conoscere le eventuali tempistiche e le reali possibilità di un episodio glaciale. In linea generale si è abbastanza concordi nel sostenere che le temperature medie dell’Europa settentrionale scenderebbero fino a undici gradi (a seconda del rallentamento o del collasso e della tempistica, mediamente, e in alcune località) , vale a dire che nelle ipotesi peggiori il Nord Europa avrebbe un clima siberiano, l’Inghilterra uno simile a quello del Canada ed anche l’Italia, soprattutto la Pianura Padana, subirebbe un raffreddamento consistente nonché modifiche consistenti in termini precipitativi. In pratica, in un contesto di generale riscaldamento, l’Europa paradossalmente potrebbe risentire di un raffreddamento a carattere regionale. Doveroso sottolineare che si tratta “solo” di una teoria che, nonostante abbia incontrato molti consensi tra cui quello dell’Hadley Centre (il quale la considera tra quei cambiamenti a bassa probabilità ma a largo impatto), ha ricevuto anche diverse critiche, e inoltre lo stesso Wally Broecker nel 2004, su Science, ha affermato non solo che il tempo perché accada una evento simile è almeno un secolo, ma anche che la situazione attuale è ben diversa da quella antecedente l’ultima driade. Sulle tempistiche poi esistono teorie contrastanti che vanno da scenari quasi da “the day after tomorrow” a tempi molto più lunghi; personalmente la maggior parte delle volte ho letto di “alcuni secoli”.

Secondo una simulazione modellistica effettuata mediante un modello climatico dell’Hadley Centre nell’ipotesi di collasso della C.d.G. ci vorrebbero circa 30 anni affinché il raffreddamento permetta il raggiungimento delle condizioni ideali per l’avvio di una glaciazione.

 

Si è gia fermata???

Europa il 4-5 marzo 2005. Rende bene l'idea...

Secondo alcuni studi la corrente del Golfo (anzi, più correttamente un “braccio” della medesima) si sarebbe già fermata per 10gg nel Novembre 2004. Il rapporto sarebbe stato pubblicato addirittura dal Guardian, autorevole giornale inglese.

 

Un primo segnale di inceppamento o semplice fluttuazione che rientra nella normalità?