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| Con l'approssimarsi della stagione invernale, si sente spesso parlare di indici climatici e molti appassionati si cimentano in previsioni sulla bontà della stagione fredda ventura dando maggiormente credito a un indice piuttosto che a un' altro. Ma cosa sono questi indici e in che misura influenzano o misurano le dinamiche meteorologiche alle nostre latitudini? Cerchiamo in questo articolo di dare "un'infarinatura", consentendo un primo approccio all'argomento anche a chi non è per niente ferrato in materia.
Prima di addentrarci nella descrizione degli indici è necessario precisare che in realtà si dovrebbero distinguere gli indici teleconnettivi classici dagli indici predittivi. I primi sono indici che semplicemente misurano le configurazioni bariche cioè esplicitano situazioni già in atto traducendole in valori sulla base dei quali trarre un'indicazione sulle dinamiche di medio periodo (appartengono a questa categoria ad esempio la Nao), mentre i secondi (ad esempio la Pdo) analizzano stati o situazioni che andranno a influenzare le configurazioni bariche future e di conseguenza gli indici del primo tipo stessi. Gli affronteremo qui congiuntamente, lasciando a voi il compito di distinguere gli uni dagli altri...
NAO Indice costruito mediante la correlazione tra le pressioni in atlantico settentrionale (nei pressi dell’Islanda) e Atlantico centrale (Azzorre e\o Portogallo); l’indice è positivo quando si rafforza la correlazione, negativo al contrario. Viene utilizzato soprattutto come riferimento per le previsioni a medio e lungo nel periodo invernale, quando in atlantico prevalgono 2 figure: Il Vortice Polare a nord (una intensa bassa pressione) e l’anticiclone delle Azzorre nell’ atlantico centrale. Lettura Quando l’indice assume valori > 0,5 la tendenza è quella di un rafforzamento del Vortice Polare e dell’Anticiclone delle Azzorre nelle proprie sedi, viceversa se nao<0,5 la tendenza sarà all’indebolimento. Quando l’indice scende sotto lo 0 e tende ad assumere valori molto negativi è possibile che l’indebolimento del Vortice Polare sia tale che nei pressi della Groenlandia e Islanda si instauri un’alta pressione con la conseguente discesa di aria fredda dal polo sul suo bordo orientale. Valori molto negativi di Nao si sono registrati nel gennaio 1985 (-2.62) e nel 1956 (si stima un valore attorno a –2,50; si veda a tal proposito la mappa sotto riportata, ingrandibile clikkandoci sopra). In sostanza se la Nao tende a diventare negativa si possono ritenere più attendibili mappe che prevedono una discesa d’ aria fredda sull’Italia (specie se aria polare marittima).
AO Indice costruito mediante la correlazione tra differenze bariche tra il Polo nord e le medie latitudini dell’emisfero nord. In sostanza è simile alla Nao, ma più “generico” e maggiormente focalizzato sul Vortice Polare; una Ao positiva è sintomo di rafforzamento del Vp, viceversa se negativa. Lettura. Solitamente è un indice che va letto assieme alla Nao: in inverno quando la ao è negativa e la Nao tende a valori fortemente negativi (inferiori a –2) è ragionevole fantasticare su mappe a 500Hpa che vedono scenari freddi per il nostro paese. Personalmente penso che quando in inverno avanzato la ao precipita (in valori fortemente negativi rispetto a prima) vi possa essere a breve uno Split del Vp (tra gli appassionati a volte si dice che “si spacca”).
EA Indice costruito mediante la correlazione tra le pressioni in atlantico settentrionale (Isole Britanniche \ Mare del Nord) e l’atlantico centrale (Nordafrica occidentale); un sorta di Nao spostata a sud-est. Lettura Valori fortemente positivi dell’Ea aumentano il pericolo “cammello”, valori fortemente negativi fanno ben sperare in irruzioni da est. Una Ea fortemente negativa, se supportata da altri indici può presagire un imminente “Ponte di Woejkoff” (unione tra anticiclone dinamico azzoriano e anticiclone termico russo).
NAM Indice che misura l'intensità del Vortice Polare a tutte le quote, compreso in sede stratosferica. Viene utilizzato soprattutto per prevedere le possibile dinamiche degli indici Nao e Ao (sopratuttuto quest'ultimo) : sembra infatti che a valori fortemente negativi del Nam segua nel medio-lungo periodo una tendenza analoga dell'ao.
PNA Indice che correla le differenze di geopotenziale tra Pacifico e America Settentrionale. Affinché assuma un significato per le nostre zone va letto congiuntamente ad altri indici; ad esempio, in presenza di Nao tendenzialmente negativa, un Pna positivo può essere sintomo di blocking in atlantico settentrionale con conseguente irruzione di aria artico marittima in zona mediterranea.
SCAND Indice costruito correlando figure bariche che possono essere presenti nella stagione fredda nella regione scandinava (nel caso un Hp) e in Europa (per ipotesi una Lp). Se positivo puo’ indicare la tendenza a irruzioni fredde continentali in area mediterranea, se negativo puo’ indicare la tendenza a affondi anche poderosi di aria marittima sull’europa occidentale e conseguenti richiami miti e umidi più ad est. Valori fortemente positivi di questo indice possono essere sintomo di Burian in arrivo (ad esempio nel gennaio 2006 uno Scand>3 preannunciò l’arrivo del Burian, con minime a due cifre su molte zone della Pianura Padana, seppur per una sola notte). EA\WR Indice costruito rapportando 2 indici: l’East Atlantic Pattern, di cui abbiamo parlato prima, e il Western Russian, un indice che correla figure bariche in zona Eurasiatica (e che preso da solo avrebbe ben poco significato per noi). La sua corretta interpretazione è alquanto complessa, deve essere usato necessariamente congiuntamente ad altri indici e deve essere interpretato comunque con cautela in quanto, nonostante l’attenzione verso quest’indice, non sono ancora del tutto chiari i suoi risvolti su scala europea. Si tende comunque a considerare che valori molto negativi sono indice di inverni piovosi in Europa mentre valori positivi sono sintomo di anomalie geopotenziali positive sull’europa occidentale. Secondo alcuni valori molto positivi dell’indice nella stagione invernale determinerebbero anomalie termiche positive in europa occidentale (quindi un proseguio della stagione invernale mite).
POL Indice costruito correlando il Vp con figure bariche (Hp) su continente europeo o asiatico. Se positivo indica un rafforzamento del Vpo e dell’anticiclone termico più a nord-est, valori negativi invece possono presupporre uno spanciamento dell’anticiclone russo siberiano in area europea o asiatica; valori negativi possono quindi presupporre l’arrivo dell’Orso in Europa ma non sono assolutamente una garanzia. Se ne deduce l’importanza di correlare i valori assunti da questo indice con quelli di altri indici e con le configurazioni bariche previste dalle mappe nel lungo termine.
WP Indice costruito considerando figure bariche nel Pacifico occidentale. La sua lettura, per quanto riguarda i possibili risvolti in sede europea, è piuttosto complessa in quanto il significato varia sia a seconda del periodo sia a seconda del valore assunto parimenti da altri indici. Tendenzialmente quando indica un imminente rafforzamento della depressione nel Pacifico settentrionale all’inizio della stagione invernale (Dicembre) è probabile un rafforzamento del Vortice polare.
ENSO Indice correlato all’oscillazione delle temperature delle acque del Pacifico centro-merdionale causata dal fenomeno del El-Nino. Nella fase di riscaldamento di tali acque, cioè durante la fase de El-Nino (che dura mediamente da 3 a 5 anni), forti valori sembrano favorire inverni miti e asciutti in area mediterranea.
SSTA Indice che indica l’anomalia delle acque marine superficiali. Viene preso in considerazione non come spia per l’andamento meteorologico in Europa bensì per misurare la bontà di altri indici (soprattutto la Nao ma anche indici legati alla stagione degli uragani).
AMO Indice che misura le fluttuazioni delle temperature superficiali della porzione di oceano atlantico compresa tra Equatore e Groenlandia. Tali fluttuazioni sono legare al ciclo naturale della Corrente del Golfo la cui intensità varia anche in base alla salinità (vedi articolo sulla C.d.G.). Valori positivi di questo indice sono associati a periodi siccitosi nel continente americano e a cicli di inverni più miti sull’Europa; nello specifico, una amo+ sembrerebbe rendere più difficile la formazione del serbatoio freddo sulla regione siberiana e di conseguenza affondi freddi da est sulle nostre regioni (cosa quest’ultima comunque non sempre veritiera se si prendono in considerazione gli inverni del secolo scorso..vedi ad es. anni ‘60). Tuttavia l’indice deve essere preso con cautela per due ragioni: la prima è che l’attenzione su questo indice si è focalizzata abbastanza di recente e quindi non si conosce né l’esatto peso né si è in grado di prevederne l’andamento futuro con sufficiente attendibilità, la seconda è che mentre inizialmente si pensava che i cicli seguissero una durata piuttosto regolare compresa comunque tra le due e le quattro decadi (e che quindi il ciclo di amo+ iniziato negli anni ’90 fosse destinato a durare fino al 2020 circa) analisi recenti sembrano poter mettere in dubbio tale regolarità.
PDO Indice che misura l’oscillazione delle temperature delle acque del Pacifico (Pacific Decadal Oscillation). Quando assume valori negativi sembrerebbe favorita una fase di lieve raffreddamento globale e viceversa. In una fase di Pdo negativa con la combinazione favorevole di alcuni indici (in particolare Nao, Ao, Ea) sembrerebbero possibili irruzioni fredde “da annali storici”. Sull’esistenza di una correlazione diretta tra Pdo e andamento temperature globali vi è sostanzialmente concordia mentre sul suo reale peso vi sono pareri molto discordanti; secondo alcuni scienziati in caso di oscillazioni marcate l’indice assumerebbe un peso di primaria importanza e il riscaldamento globale della scorsa decade sarebbe da attribuire proprio alla fase nettamente positiva della Pdo. Attualmente siamo in una fase di Pdo negativa che dovrebbe essere destinata a perdurare per i prossimi anni.
QBO Indice costruito considerando l’andamento dei venti in zona equatoriale tra 30 e 50 Hpa, il quale si alterna a periodo piu’ o meno regolari; se negativa i venti hanno direzione est-ovest, se positiva il contrario. Sulla sua interpretazione ci sono pareri molto controversi: secondo alcuni l’indice avrebbe uno scarso valore, secondo alti una Qbo negativa associata a un EA\Wr negativo creerebbero le condizioni ideali per inverni freddi e nevosi, grazie ai più frequenti scambi meridiani. C’è anche chi associa la combinazione “Qbo negativa+altri indici” (tra cui Nao) a condizioni favorevoli in inverno a forti stratworming. Sebbene sul peso della Qbo i pareri siano ancora discordanti, possiamo dire comunque che un inverno all’insegna di una Qbo negativa faccia ben sperare.
MJO Indice legato all’oscillazione periodica del tempo alle latitudini tropicali, oscillazione vista come una tra le più importanti cause di variazioni climatiche di breve periodo per i tropici; sottovalutato in passato, è andata prendendo un peso sempre maggiore l’ipotesi che l’mjo abbia un’influenza non trascurabile anche sul clima a livello europeo. L’Mjo segue un ciclo di durata compresa solitamente tra i 30 e i 60gg, che si suole dividere in 8 fasi: tra queste quelle in cui ci sarebbe una significativa correlazione col clima nelle nostre zone sarebbero la settima e l’ottava (quest’ultima soprattutto in inverno). Se l’intensità in queste fasi è alta, le onde di Rosby a livello globale tenderebbero a essere più profonde, favorendo blocking atlantici e discese di goccie fredde da Nord.
(indice Mjo: l'intensità va vista come distanza dal cerchio; clikkare sull'img. per avere maggiore definizione)
Gli indici sopra descritti sono quelli sui cui solitamente si tende a focalizzare maggiormente l'attenzione, tuttavia è necessario precisare che in realtà esiste un moltitudine di altri indici, alcuni dei quali scoperti recentemente, che influenzano le dinamiche atmosferiche nelle nostre aree; tra queste spie possiamo ricordare ad esempio l'itcz o l'andamento della stagione degli uragani nella regione atlantica. In conclusione, per coloro che volessero approfondire, lascio quindi un link come base di partenza per un'analisi più mirata dell'argomento: http://www.cdc.noaa.gov/ClimateIndices/List/
FRANCESCO C.
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