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Mar

2010

Analisi nevicata 9-11 Marzo a Barlassina (Mi) PDF Stampa E-mail

La nevicata del 9-11 marzo 2010

a cura di MARCO BURATO - meteobarlassina

Prologo

La prima decade di marzo regala uno spettacolare e maestoso colpo di coda dell'inverno 2009-10 e lo fa con una configurazione dai connotati pienamente invernali, non solo nella barica ma anche e soprattutto negli effetti provocati.

L'affondo freddo interessa tutte le regioni settentrionali della penisola con una delle modalità più classiche: irruzione fredda dai quadranti orientali, nevicate abbondanti da stau in Piemonte e successivamente risalita di un richiamo umido che scorre al di sopra dell'aria fredda affluita precedentemente e conseguenti nevicate, con accumuli più limitati nelle zone più a nord di Piemonte e Lombardia mentre nella bassa Lombardia, in Veneto e soprattutto in Emilia si assiste ad una nevicata eccezionale e di portata storica in riferimento al periodo.

Per la Lombardia, nei giorni tra il 9 e l'11 marzo, si parla di accumuli scarsi o nulli nel sondriese e via via a crescere spostandosi verso sud, passando dai 7-15cm della Brianza, medio-alto milanese, varesotto e bergamasco, ai 15-30cm di bresciano, cremonese e mantovano, fino ai 20-30cm del lodigiano ed addirittura 30-40cm del pavese, valori in taluni casi difficili da eguagliare persino in pieno inverno. Non a caso per molte di queste province la nevicata a cavallo tra il 9 e l'11 marzo 2010 supera di netto quella del famoso inizio di marzo 2005!

Addirittura superiori gli accumuli registrati in Emilia, dove si arriva anche a superare i 40cm specie nel modenese e reggiano. Accumuli notevoli anche nel basso Piemonte, tra le province di Alessandria (sui 40cm) e di Cuneo.

Cenni sinottici

L'inizio di marzo si presenta bello e molto mite, con temperature massime che arrivano a toccare valori tra +14 e +16°. Si prospetta però una doppia azione congiunta, una da ovest causata da una depressione in avvicinamento, e l'altra da nord, con una massa di aria fredda di origine artico-marittima!

Il fronte perturbato arreca un peggioramento in Lombardia con accumuli attorno ai 15mm per la zona brianzola. A seguito del passaggio del minimo le correnti si dispongono da nord attivando un episodio di favonio moderato e piuttosto fresco.

L'entrata dell'aria fredda è anche causa di fenomeni convettivi di instabilità pomeridiana da contrasto tra bergamasco e bresciano, a carattere anche nevoso, in discesa verso cremasco, lodigiano e poi piacentino (neve anche a Piacenza città). Al calar del vento nel corso della notte le temperature precipitano e la mattina del 6 marzo si registrano diffuse ed intense gelate su tutta l'area lombarda!

La rotazione dell'asse anticiclonico dispone le correnti dai quadranti orientali ed in nottata la copertura va ad aumentare per effetto stau. Questo primo impulso freddo comporta l'entrata di una isoterma di -8 alla quota di 850hPa.

Domenica 7 marzo trascorre all'insegna di cieli molto nuvolosi in Lombardia anche se a tratti riesce a filtrare qualche raggio di sole. Sul Piemonte occidentale ed in particolare nel cuneese è gran giornata di neve e vento, con accumuli fino anche a 30cm!

Lunedi 8 marzo il cielo rasserena ma la giornata si presenta piuttosto fredda e con sole pieno non si raggiungono nemmeno i +6°. Le correnti si mantengono ancora dai quadranti orientali ed In serata tornano ad aumentare le nubi. L'aria in arrivo è sempre più fredda perchè tende a continentalizzarsi nel suo passaggio sull'Europa settentrionale.

Contemporaneamente dal vicino Atlantico tende ad entrare nel Mediterraneo occidentale una debole depressione. Sarà la responsabile delle abbondanti nevicate sul nord Italia. Tale depressione viene difatti agganciata dall'afflusso freddo ed attirata come una preda nel bacino del Mediterraneo.

Il minimo, alimentato dall'aria fredda che continua ad affluire dall'est europeo, si approfondisce e si avvicina alla nostra penisola puntando Sardegna e Corsica. Martedi 9 marzo entra l'ennesimo impulso freddo, il radiosondaggio di Milano Linate registra un'isoterma di ben -10°C alla quota di 850hPa

Le nevicate, cominciate in Toscana (neve fino a Firenze nella mattinata di martedi 9) ed estesesi in Emilia, guadagnano terreno verso nordovest grazie alla rotazione delle nubi attorno al minimo di pressione e nel primo pomeriggio i pre-frontali raggiungono anche l'alta Lombardia, con nevicate in intensificazione in serata e calo termico evidente con temperature che si portano sotto lo zero ovunque grazie all'ottima colonna d'aria che sovrasta la regione. Le nevicate si fanno più corpose nel corso della notte e la mattina seguente tutta la Lombardia si risveglia imbiancata, con accumuli maggiori nelle zone di bassa pianura ed all'est. La posizione statica del minimo, che si sofferma per parecchie ore tra Sardegna e medio-alto Tirreno, favorisce gli esorbitanti accumuli emiliani e basso lombardi nonchè nel basso Veneto, con neve che giunge anche a Venezia e nella sua provincia fin sul mare e con accumuli notevoli per la stagione (fino a 15-20cm!). Nevicate che si protraggono per tutta la giornata, accompagnate anche da forti raffiche di vento e sottoforma di vere e proprie bufere in Emilia e bassa Lombardia con accumuli eolici impressionanti, mentre in Brianza, causa discontinuità delle precipitazioni che si mantengono deboli o solo a tratti deboli-moderate per posizione del minimo, e quindi correnti, poco favorevoli, unite ad una condizione termica ormai risalita sopra lo zero e la radiazione solare maggiore tipica del mese di marzo, gli accumuli si fermano e solamente nel corso della nottata successiva tornano ad accumulare un paio di centimetri, con gli ultimi nuclei in movimento da sudest verso nordovest che seguono ora correnti più favorevoli alle alte pianure per via della risalita del minimo ma in un contesto di perdita di energia da parte di tutta la struttura ciclonica.

Le ultime nevicate residue si esauriscono attorno all'alba di giovedi 11 marzo; a seguire vi sarà un ristabilimento deciso del tempo con temperature massime in risalita ma con ancora freddo notturno abbastanza accentuato e diffuse gelate fino al fine settimana.

La cronaca

Dopo il peggioramento di giovedi 4 marzo, il tempo migliora decisamente nella giornata successiva grazie anche all'ingresso di venti di föhn che ripuliscono i cieli e favorendo un'ottima giornata di bel tempo anche se condita da un lieve disagio termico da vento, nonostante la temperatura massima di +9° (ma con valori di dew-point tremendamente bassi ed attorno a -18/-20°C!!). Nel pomeriggio di venerdi 5 marzo grossi e minacciosi cumuli si intravedono all'orizzonte sud e di sudest; si tratta della cumulogenesi che apporta i rovesci di neve e graupeln nel lodigiano e successivamente nel piacentino.

Nel corso della nottata il vento cessa di soffiare e si assiste ad un crollo termico che porta il termometro a registrare la minima di -4.2°C la mattina di sabato 6 marzo. Giornata serena e non particolarmente fredda (massima +9.5°) poi nelle prime ore della notte tra il 6 ed il 7 marzo si assiste all'aumento di nuvolosità che prelude all'ingresso di venti orientali più freddi. Domenica 7, difatti, passa all'insegna del cielo molto nuvoloso anche se senza fenomeni e con comunque anche qualche occhiata di sole, seppur rara. La temperatura comincia a calare, massima del giorno che si ferma a +7°. In Piemonte si manifestano abbondanti nevicate sui settori sudoccidentali, ma vengono imbiancate anche città come Torino, Vercelli e Novara.

Lunedi 8 marzo giornata serena ma piuttosto fredda; si intensifica la ventilazione orientale e sul mezzogiorno, nonostante una minima di partenza non eccessivamente gelida (zero gradi), la temperatura è ancora decisamente bassa ed attorno ai +3°! Massima che risale nel pomeriggio ma che non raggiunge nemmeno i +6°. In serata il cielo torna a coprirsi da est. I dew-point si sono mantenuti ancora decisamente bassi per tutto il giorno (tra -7 e -10°) e questo è un ottimo segnale in vista dell'imminente peggioramento in arrivo.

Martedi 9 la giornata comincia sotto cieli molto nuvolosi e temperatura minima di -1.2°C. Anche la mattinata si mantiene molto nuvolosa con visibile la palla del sole offuscata tra le nuvole ma senza che questa riesca a far filtrare i suoi raggi. Decisamente freddo anche in pieno giorno con massima che si ferma a +2.6°, a testimonianza della eccezionale portata di questa irruzione fredda!

Il cielo tende ad inscurirsi a causa della risalita da sud della nuvolosità che già sta apportando nevicate in Emilia e dal primissimo pomeriggio vengono segnalati ovunque in zona i primi fiocchi di neve pre-frontali. Si tratta di piccoli fiocchi sparsi o solo a tratti continui; dalle ore 17 circa i fiocchi cominciano a cadere più fitti e continui, di dimensioni ancora molto fini e che tendono a bagnare il terreno ma già in grado di accumulare su alcune superfici quali piante, prati, tetti di automobili ed altre superfici fredde. Temperatura che cala velocemente al di sotto dello zero e già attorno al mezzo grado negativo nel tardo pomeriggio e questo grazie ai dew-point che all'inizio dei primi fenomeni pre-frontali partivano da valori ancora nettamente negativi (attorno a -8/-9°).

Nel corso della serata fenomeni che si mantengono di debole intensità, con fiocchi fitti ma di piccole dimensioni ed accumulo che cresce molto lentamente. Sul tardi però la nevicata si intensifica e comincia a cadere debole-moderata e con fiocchi che finalmente crescono in dimensioni divenendo medi. Accumulo che ora ha modo di aumentare più velocemente. Alla mezzanotte tra il 9 ed il 10 marzo si misurano 1.5cm di neve soffice!

Nevica per tutta la notte anche se dall'alba i fenomeni si indeboliscono parecchio. Al risveglio, all'osservatorio meteorologico di Barlassina, si contano 5.5cm di nuova neve dalla mezzanotte e 7cm totali al suolo, come visibile nelle successive foto...

10 marzo 2010 - Piante in giardino di nuovo vestite di bianco

10 marzo 2010 - Vista verso l'osservatorio meteorologico di Barlassina

10 marzo 2010 - I 7cm caduti su una tettoia

10 marzo 2010 - Nevica, temperatura attorno a -0.5°C

10 marzo 2010 - Giardino innevato e, sullo sfondo, le scuole medie di Barlassina

10 marzo 2010 - Bell'accumulo anche sugli aghiformi e sulla Pyracantha, la neve ha fatto ben presa su ogni angolo

10 marzo 2010 - Osservatorio meteorologico di Barlassina sotto la neve

10 marzo 2010 - Esemplare di Ilex ricoperto in ogni punto, neve che ha attecchito molto bene e di ottima qualità

10 marzo 2010 - Pianta di rosmarino e primo piano di un particolare della stessa

10 marzo 2010 - Fiaschetti di vino "artisticamente" ricoperti dal manto di neve

10 marzo 2010 - Panoramica sul cortile davanti casa; la neve ha faticato ad aderire sulle superfici asfaltate e lo ha fatto solamente nelle zone notoriamente più fredde

10 marzo 2010 - Si noti come sulle strade la neve non abbia minimamente attecchito risultando, queste, completamente pulite e prive di qualsivoglia disagio da neve (foto scattate in Lentate sul Seveso)

10 marzo 2010 - Tuttavia, strade a parte, il resto del paesaggio è decisamente in vesti invernali

10 marzo 2010 - Viale Brianza a Lentate sul Seveso, la collina antistante la zona industriale

10 marzo 2010 - Ancora, abeti suggestivamente ricoperti

Dopo una breve pausa all'alba che vede una drastica riduzione dell'intensità dei fenomeni nevosi, gli stessi si ripresentano con buona intensità a metà mattinata cadendo abbastanza fitti e con fiocchi di dimensioni medie. Si tratta di neve particolarmente asciutta e che solo per la discontinuità delle precipitazioni e per via delle temperature oramai salite sopra lo zero (attorno a +1°) non riesce a depositarsi. Ma è ben visibile come sulle superfici asciutte i fiocchi, anche quelli di dimensioni più piccole, resistano diversi secondi prima di sciogliersi. Questo è sintomo di una condizione termica che tiene ancora ottimamente e che si presenta con valori negativi in tutta la colonna (ad eccezione del suolo).

Tuttavia, come detto in precedenza, le precipitazioni non sono decise ed a brevi momenti di neve anche moderata, ne seguono altri e più duraturi di neve per lo più debole; la scarsità dei fenomeni, la temperatura in ulteriore risalita (tra +1.5 e +2° in tarda mattinata) e la radiazione solare che, pur con cieli coperti, riesce a lavorare con maggior forza rispetto ai mesi da dicembre a febbraio, impediscono nuovi accumuli ed anzi danno innesco al processo contrario; la neve sugli alberi va pian piano cadendo ed anche sui prati è ben evidente il diminuito spessore rispetto alle primissime luci del giorno.

Tra il mezzogiorno ed il primo pomeriggio nuova fase di intensificazione dei fenomeni, e la temperatura tende a calare di qualche decimo ritornando attorno al grado positivo; ma anche qui si tratta di un fenomeno temporaneo e nel corso del pomeriggio i fenomeni tornano deboli con susseguente leggera risalita termica attorno a +1.5°. Il resto del pomeriggio è un continuo alternarsi tra neve debole, anche con qualche fiocco medio sparso, e neve molto debole. Nonostante le correnti si siano disposte in maniera più favorevole alle alte pianure nel corso del pomeriggio-sera, l'allontanamento del minimo dopo ore ed ore di stazionarietà gioca a sfavore di una recrudescenza dei fenomeni.

Tuttavia ultimi nuclei precipitativi riescono ancora a risalire la regione fino a raggiungere la Brianza nel corso della nottata sull'11 marzo quando si assiste ad un nuovo episodio di neve anche moderata con temperatura in calo dai +1° della sera allo zero della seconda parte della nottata e con nuovi leggeri accumuli, nell'ordine di un centimetro o poco di più. Gli ultimi residui fiocchi cadono ancora attorno all'alba, poi le precipitazioni terminano definitivamente e della poca neve al suolo non ne rimane più nulla già dal pomeriggio. Giornata comunque ancora dai chiari connotati invernali, con valore massimo di +5.3° ottenuto grazie a delle schiarite pomeridiane.

11 marzo 2010 - Leggera nuova imbiancata notturna visibile in special modo sugli alberi e sui tetti delle automobili che persiste ancora di primo mattino nonostante sia già in atto la sua fusione

Nei giorni a seguire si assisterà ad un netto ristabilimento delle condizioni atmosferiche con giornate serene, deciso rialzo termico diurno anche se in un contesto di gelate mattutine presenti ancora un pò ovunque. Episodio ad ogni modo da rientrare sicuramente negli annali, in particolare per bassa Lombardia, basso Veneto e soprattutto Emilia; meno eccezionale ma sicuramente significativo (benchè lontano dall'episodio del 2005) anche per l'alta Lombardia.