Spesso si sente dire che dopo un terremoto fa piu’ caldo, o piove sempre, o…… ma si tratta del caso o vi è un nesso diretto?
In realtà, è opinione abbastanza condivisa che tra clima e terremoti non vi sia una relazione diretta, salvo casi estremi quali ad esempio drastici cambiamenti climatici con effetti catastrofali. In un’intervista di qualche anno fa lo stesso A. Giuliacci disse: “i cambiamenti climatici non possono provocare terremoti. Il surplus di energia dovuto al riscaldamento del Pianeta interessa difatti solo l’atmosfera e lo strato di suolo più superficiale, e non arriva assolutamente ad influenzare quelle regioni (a chilometri di profondità) della Terra – già di per sé notevolmente più calde – in cui si sviluppano i terremoti. In effetti, gli unici effetti che l’atmosfera può produrre sulla crosta terrestre sono dei microsismi, di nessuna importanza, che interessano solo il suo strato superficiale: avviene quando su una data regione la pressione atmosferica, e quindi la forza esercitata dalla colonna di atmosfera, varia velocemente, comportandosi sulla superficie terrestre come una molla. Se gli eventi climatici e i processi atmosferici non interferiscono con i grandi movimenti della crosta terrestre, allo stesso modo terremoti e maremoti, a meno che non siano accompagnati da violentissime eruzioni vulcaniche, non hanno alcuna influenza sul clima…(tratto da spaceTv)”. Tuttavia, è opinione abbastanza diffusa che vi sia invece una relazione indiretta tra terremoti e clima e andrebbe individuata nella convinzione che entrambi sarebbero influenzati dall’attività solare e in particolare dall’andamento sulla superficie del medesimo delle macchie solari. Esistono a tal proposito diversi studi, più o meno recenti, ma più ci si addentra nei medesimi e più ci si accorge, almeno questa è la mia opinione, che la scienza è ancora lungi dall’aver trovato un’ inconfutabile relazione; teorie e dati alla mano fanno pensare che una relazione c’è, ma un’attenta analisi dei medesimi evidenzia come ancora non sia data la natura e l’entità della relazione stessa. La conclusione è anticipata: ancora non siamo in grado di dire con certezza quale sia la relazione tra macchie solari e terremoti; vediamo ora di mettere al confronto due teorie diametralmente opposte, e cioè quella della relazione diretta e quella della relazione indiretta, partendo da studi nati proprio in Italia. Relazione diretta Prendiamo come esempio una ricerca effettuata da due scienziati italiani (Mozzarella e Palumbo) quasi tre decadi fa e pubblicata nell’88 su “Il Nuovo Cimento”. Nell’indagine vennero analizzati statisticamente il numero di terremoti avvenuti in Italia dal 1833 al 1980 e l'andamento del numero delle macchie solari nel medesimo : dal confronto emerse una correlazione fra l'andamento delle macchie solari ed i grandi terremoti registrati in Italia. L’analisi suscitò molto interesse e fu confermata da ricerche effettuate negli anni seguenti, fino ad arrivare ai giorni nostri. La conclusione accettata dai sostenitori della relazione diretta fu (ed è) che il meccanismo fisico che lega questi due fenomeni è rappresentato dalla magnetostrizione che consiste nella variazione di dimensione e di forma che accompagna la magnetizzazione di un ferromagnete; le macchie solari provocando anomalie nel campo magnetico terrestre favorirebbero proprio la magnetostrizione.
Relazione indiretta Sul fronte diametralmente opposto ci sono ricerche come quella effettuata da Paolo Ernanni e un gruppo di esperti: analizzando i terremoti sull’intero globo e l’andamento delle macchie solari nell’intervallo di tempo compreso tra il 1900 e il 2002 e isolando i soli terremoti di magnitudo pari ad almeno 7 sono arrivati a dimostrare una relazione indiretta tra macchie solari e terremoti e cioè che quando le macchie solari seguirebbero un trend crescente i terremoti seguirebbero un trend decrescente e viceversa. Francesco C. |