17

Set

2011

Il sole e la sua influenza sul clima (prima parte) PDF Stampa E-mail

 

Ma che effetto ha, tutto questo sulla Terra distante 149 milioni di Kilometri?....

 

Gli scienziati stanno cominciando solo ora a capire che l'influenza di questi campi magnetici forse è molto più grande di quanto si pensasse in precedenza e potrebbe essere stata la causa di vari cambiamenti climatici avvenuti nel passato e che stanno avvenendo tuttora.

I dati ad oggi indicano che i cambiamenti nell'attività solare hanno un impatto misurabile sui mutamenti climatici del Pianeta.

In questi ultimi anni tra gli scienziati è  in atto una corsa contro il tempo per comprendere il rapporto tra Sole e Terra, nel tentativo di preparare l'umanità ad ogni possibile evenienza. Gli osservatori spaziali ci offrono una visione privilegiata dell'attività solare.

Nel 2006 la NASA lancia due sofisticati satelliti gemelli per lo studio ravvicinato delle tempeste e delle macchie solari.

La prima immagine diffusa dalle due sonde “Stereo” della NASA che mostra la metà del Sole opposta a quella che si poteva vedere dalla Terra in precedenza

Sintomo visibile del sempre più interesse da parte degli scienziati dell'intensa attività magnetica che ha interessato il nostro Pianeta negli ultimi 100 anni. Orbitando in tandem, uno davanti all'altro, i due satelliti possono trasmettere a terra un'immagine tridimensionale del Sole. In questo modo otteniamo dati fondamentali su quelle enormi esplosioni di plasma elettrificato, chiamate TEMPESTE SOLARI: miliardi di tonnellate di gas incandescenti volano nello spazio schiaffeggiando la nostra atmosfera e creando lo straordinario fenomeno delle AURORE BOREALI ED AUSTRALI.

Michael Caiser, dello Stereo, l'osservatorio delle relazioni tra Sole e Terra: "Cerchiamo di tenerle d'occhio, per essere in grado di prevederle, questi eventi non sono altro che tempeste elettriche e possono disturbare i viaggi spaziali, le nostre reti energetiche e quelle GPS".

Le tempeste solari sono causate dalle linee di campo magnetico che squarciano la superficie gassosa della Stella, eruttando gas e violenti fasci di particelle cariche. Il tipo più potente è quello che viene definito VENTO SOLARE; alcune tempeste impiegano 2 giorni a colpire la Terra, mentre dei fenomeni particolarmente intensi arrivano in appena 12 ore. L'osservatorio Stereo monitorando queste tempeste potrebbe darci il tempo di mettere al sicuro i nostri satelliti e le reti elettriche e spostare gli astronauti nelle aree protette della stazione spaziale. Un tempo risultava anche molto difficile calcolare la velocità delle tempeste solari che ci interessavano direttamente verso il nostro Pianeta, perché i vecchi satelliti le percepivano in modo frontale.

In che modo gli scienziati potevano allora comprendere, come i due satelliti, avrebbero potuto determinare la velocità del vento solare? Per facilitarvi a rendere chiara l’idea provate ad immaginare  una lastra di vetro che viene colpita con un getto di liquido frontalmente, lo vediamo arrivare, ma non abbiamo la percezione della velocità di arrivo. Ecco allora che con questa nuova tecnologia tridimensionale, osservandole, è possibile misurare due punti lungo la traiettoria e questo semplifica il calcolo. Inoltre osservare le tempeste lateralmente, oltre che di fronte, non ci aiuta soltanto a determinarne la velocità, ma anche la provenienza.

Ci sono poi le aree attorno alle macchie solari. Queste zone scure sulla superficie del Sole rimangono avvolte nel mistero fino al XX secolo, quando ci si rende conto che sono collegate al modo in cui il Sole genera calore nel suo nucleo. Quando gli scienziati capiscono che la nostra Stella trae la propria energia da reazioni nucleari, la risposta diventa semplice. La fusione all'interno delle Stelle crea le condizioni per potenti fenomeni di magnetismo, per cui le correnti di gas incandescente generano intensi CAMPI MAGNETICI. Mentre al suo interno il Sole ribolle, enormi archi di forza magnetica appaiono, si fondono e svaniscono, dando vita a macchie solari.

Gli archi di forza magnetica che appaiono sulla superficie del Sole

Per meglio capire  come funziona il campo magnetico del Sole immaginiamo di essere nella tranquillità quotidiana della nostra cucina, dove facciamo bollire in una pentola degli spaghetti. Quello che si vede nella pentola, gli spaghetti, vengono trascinati dall’acqua bollente e cconvergono verso l’alto, rilasciando in superficie il proprio calore, per poi tornare sul fondo, dove ricominciano a scaldarsi. Queste vorticose trecce di spaghetti rappresentano le linee di campo magnetico, che si agitano sotto la superficie solare. Questi campi emergono e si concentrano, dando vita a macchie solari, brillamenti e ad altri fenomeni simili. La superficie del Sole è composta da gas incandescenti, che ribollono in continuazione, ma la turbolenza che provoca le macchie non è causata soltanto dal calore, ma anche dalla rotazione della nostra Stella.

Su Pianeti solidi come il nostro, ogni parte ruota in modo uniforme, ma il Sole è una palla gassosa in cui non valgono le stesse regole. L'equatore ruota infatti in 25 giorni, mentre i poli ne impiegano 35. Man mano che la Stella ruota, le linee magnetiche si allungano e si distorciono e laddove affiorano in superficie, si formano le macchie, si tratta di aree immense. Una di queste regioni può avere le dimensioni dell'Africa, oppure può essere 30 volte più grande della Terra. Si ritiene che più grande è e maggiore è l'instabilità magnetica che cova sotto la superficie, il che provoca tempeste più violente e potenti, invisibili radiazioni come i raggi x o i raggi gamma. La cosa strana è che le macchie solari non sono affatto scure come il nostro occhio le vede ma sembrano tali a causa della luminosità che li circonda, in effetti una macchia solare è dieci volte più brillante della Luna piena, inoltre ha una temperatura di circa 5.500 gradi centigradi.

Fine prima parte

Enzo - meteoarcobaleno