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Dic

2011

Il sole e la sua influenza sul clima (quarta parte) PDF Stampa E-mail

 

Il Sole e la sua influenza sul clima (quarta parte)

Hallman, dunque confermò quello che gli astrofisici sospettavano da tempo, ovvero che il nucleo del Sole genera energia con una frequenza costante; questo esperimento, ha permesso di individuare i neutrini mancanti, ed è stato confermato che la frequenza di produzione dei neutrini, da parte del Sole, coincide con le previsioni dei modelli.

Ma quale impatto ha sulla Terra questa produzione di energia?

Un modo relativamente semplice per misurare l'energia emessa dal Sole è di osservare quanto una piccola porzione del Pianeta, viene riscaldata nell'arco di un ciclo di 11 anni. In una giornata assolata, ogni metro quadro di superficie del Pianeta riceve dal Sole 1380 W per m2 al secondo: una parte di questa energia, definita radianza, viene assorbita ed un'altra viene rinviata verso lo spazio. Nell'arco di un ciclo di 11 anni, questa quantità varia in modo sorprendentemente modesta. Il fisico solare Joanna Haigh, ci dice quanto sia trascurabile, la differenza nell'emissione di calore: l'intensità con cui l'energia arriva dal Sole, nell'arco di un ciclo di 11 anni, è appena dello 0,1%. In base ai rilevamenti fatti, la differenza di energia prodotta, tra minimo e massimo solare per ogni Mq, equivale alla differenza di luce generata da una normale stufa elettrica e da una qualsiasi piccola torcia. In base a questo La Haigh ha asserito: "Come potete immaginare, lo 0.1% è una quantità trascurabile, ed è difficile comprendere in che modo, questo piccolo cambiamento nella radianza, possa produrre un effetto sul clima.” Se dunque, come sostiene la Haigh, lo 0,1% è troppo piccolo, per provocare i cambiamenti climatici, a cui abbiamo assistito in passato, allora quale meccanismo è la causa, delle variazioni evidenziate dai dati in nostro possesso? La Haigh per spiegare ciò ha formulato una teoria ad hoc: “... non è la luminosità del Sole a causare questi mutamenti, ma potrebbe trattarsi di un'altra componente dell'energia solare, qualcosa di invisibile.” Potrebbe essere l'aumento delle radiazioni ultraviolette a provocare questi cambiamenti del clima e del tempo atmosferico?

Gli scienziati, hanno scoperto un possibile legame, tra le macchie solari e periodi storici interessati da drastici cambiamenti climatici. Tuttavia il calore naturale emesso dal Sole, varia pochissimo nell'arco di un ciclo di 11 anni. Spesso la nostra Stella, viene definita una costante solare, come conferma il fisico solare ed esperta della Nasa Barbara Thompson:"La costante solare non è affatto costante, tuttavia ha una certa regolarità, quindi nell'arco del ciclo solare, ci saranno variazioni nelle emissioni... non parliamo di un cambiamento enorme, per misurare queste oscillazioni sono necessari strumenti molto sofisticati."Ma allora perché c'è un collegamento statistico, tra l'attività solare e i cambiamenti storici nel clima e nel tempo? La risposta, potrebbe essere nel fatto che, il Sole non genera soltanto calore, la nostra Stella emette anche radiazioni, con lunghezze d'onda, che si trovano all'estremità invisibili dello spettro. Una è ben nota agli amanti dell'abbronzatura: LE RADIAZIONI ULTRAVIOLETTE. Noi non percepiamo i raggi UV, o le microonde e nemmeno i raggi x; ma il Sole li produce comunque, assieme al calore e alla luce visibile. Gli scienziati, hanno scoperto che nell'arco del ciclo di 11 anni, anche le emissioni di queste onde invisibili oscillano. Tra il minimo e il massimo solare, quando l'attività magnetica della nostra Stella è al suo picco, i raggi ultravioletti posso aumentare anche oltre il 100%. Alcune recenti osservazioni del Sole, fatte dal satellite, dimostrano che ad un'aumento delle macchie solari, corrisponde un incremento dei raggi ultravioletti, quindi le macchie indicano un aumento delle radiazioni UV, che colpiscono la nostra Atmosfera. Quali altri effetti, potrebbe avere sul nostro clima, un aumento degli ultravioletti? Gli UV reagiscono con l'ossigeno, l'elemento chimico dell'Atmosfera, che consente la vita sulla Terra, formando l'OZONO, che circonda e protegge il nostro Pianeta; l'ozono della Stratosfera assorbe la luce ultravioletta e non le normali radiazioni. La fascia di Ozono, è situata più o meno tra i 20 e i 50 Km al di sopra della superficie terrestre, ci protegge dagli effetti più deleteri degli ultravioletti, tuttavia nell'Atmosfera svolge anche un'altro importante ruolo, quello di gas serra: L’ozono trattiene la radiazione di calore che proviene dalla superficie, agendo come una coperta e riscaldando il clima. Durante la fase di massimo solare, i livelli di Ozono nella Stratosfera, crescono di circa il 3%. Questo a causa dell'aumento dei raggi UV, che reagiscono con le molecole di ossigeno. La teoria, è che questo aumento dell'Ozono, unito a quello dei raggi UV, crei uno strato che intrappola l'aria calda nella bassa Atmosfera. Un cambiamento nelle proprietà della Stratosfera, della sua temperatura o del suo spessore, influenza la circolazione degli STRATI ATMOSFERICI INFERIORI. Il movimento di aria calda ai Tropici, sposta verso il Nord Atlantico e il Pacifico, le traiettorie delle perturbazioni, il che spiegherebbe, perché la piccola era glaciale, era localizzata in quelle aree. Per ora gli scienziati non possono provare in maniera inconfutabile che gli ultravioletti, hanno un'influenza tale, da provocare alcuni dei più significativi cambiamenti del nostro clima...quindi gli ultravioletti, sono una possibile causa di mutamenti climatici localizzati.

Ma uno scienziato inglese, ritiene che ci sia un'altra caratteristica della nostra Stella, che influenza il Pianeta. Il fisico atmosferico Neil Arnold, dell’Università di Leichester, è convinto che anche il VENTO SOLARE abbia un ruolo primario per quanto riguarda le variazioni del clima terrestre. Con Vento Solare indichiamo quella componente composta da un flusso di particelle cariche, elettroni ad alta energia e protoni, che il Sole emette in maniera  particolarmente intensa durante i periodi di alta attività magnetica. Arnold ritiene che quando il vento solare, colpisce la parte superiore dell'Atmosfera, la Termosfera, alteri le condizioni climatiche degli strati più bassi, con effetti di riscaldamento globale: “Il vento solare interagisce liberamente con lo strato superiore dell'Atmosfera e così facendo provoca grandi cambiamenti....". Ma in che modo?

Fine quarta parte

Enzo - meteoarcobaleno.com