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Il Sole e la sua influenza sul clima. (quinta e ultima parte)
Il vento solare è quindi una elemento molto importante per il clima terrestre, sebbene alcuni scienziati ancor oggi trascurino questa variabile. Ma in che modo esercita la sua influenza sul clima terrestre? Per comprenderlo, dobbiamo capire come la rotazione e la gravità terrestre mantengono in equilibrio il clima. Queste ultime sono alla base un effetto chiamato FORZA dI CORIOLIS. L 'Atmosfera del nostro Pianeta, ha un equilibrio sottile. Senza la forza di Coriolis, l'aria calda dall'Equatore schizzerebbe ai Poli più freddi destabilizzando il clima. Invece la circolazione atmosferica viaggia attorno al Mondo da Est verso Ovest, mantenuta in equilibrio dalla rotazione terrestre. Possiamo comprendere la forza di Coriolis con un esempio molto semplice, osservando il comportamento di una palla lanciata lungo una linea retta, su una giostra per bambini. Questo rivela che la palla rotola sulla superficie della giostra, con una traiettoria curva, invece che lungo una linea retta. Perciò, spingendo la circolazione dell'Atmosfera, da est verso ovest, la forza di Coriolis impedisce che l'aria calda si diriga verso i Poli più freddi. Ma secondo Arnold, quando il vento solare, emesso dalle nuvole di plasma colpisce l'Atmosfera, finisce per alterare la forza di Coriolis e i suoi delicati equilibri! L'aria calda si sposta dalle regioni tropicali, verso quelle polari più fredde e viceversa e la circolazione di aria calda, verso le aree polari, ha profonde ripercussioni sull'intera Atmosfera. Secondo Arnold questo sconvolgimento generale, impedisce a parte del calore di essere riflesso nello spazio, il ché innalza le temperature globali
Si tratta di una teoria controversa, questo perché le tempeste solari, possono colpire la Terra quotidianamente. Molti sono scettici, sulla possibilità che il clima possa essere influenzato da eventi, che interessano l'Atmosfera esterna a centinaia di Km dalla superficie, dove per esempio orbitano i veicoli spaziali più vicini a noi. Ma se le tempeste solari e gli ultravioletti, non sono la causa dei cambiamenti climatici, avvenuti nel corso della storia, quale meccanismo potrebbe esserne responsabile? Come abbiamo visto, grazie alla datazione al radiocarbonio e all'analisi degli Isotopi, i paleo climatologi dispongono di prove molto solide, sull'attività della nostra Stella nell'arco dei secoli: quando l'attività del Sole è elevata, il suo campo magnetico si gonfia, deviando i raggi cosmici galattici mentre quando l'attività è bassa, una maggiore quantità di raggi cosmici colpisce la Terra. E' possibile che siamo proprio queste radiazioni, l'anello mancante tra l'attività solare e il cambiamento climatico globale? Il Sole è il più potente corpo celeste del nostro sistema, gli scienziati stanno iniziando solo ora a comprendere i suoi effetti sul nostro Pianeta. A quanto pare, i cambiamenti climatici registrati nel corso della storia, sono collegati alla forza dei suoi campi magnetici: le tracce relative agli ultimi 1.200 anni, fanno emergere uno schema che ne mette in risalto l'influenza. Attorno all'800 d.c. si registra un periodo di tempo insolitamente caldo, della durata di circa 400 anni. Poi si verifica un nuovo raffreddamento. Attorno poi al 1.250 d.c. le fertili fattorie delle colonie vichinghe in Groenlandia, si trasformano in distese desolate e nella Londra del XVII secolo, il Tamigi congela. Fino al XX secolo, la causa delle oscillazioni meteorologiche rimane un mistero. Il Sole sembra essere un catalizzatore, ma non è ancora chiaro in che modo avrebbe provocato questi profondi cambiamenti. Secondo alcune teorie, sarebbero i raggi ultravioletti e le tempeste solari, ad alterare le dinamiche metereologiche...ma potrebbe esserci una causa molto più sottile e sorprendente, che trae origine all'esterno del nostro sistema solare, nello SPAZIO PROFONDO. La quantità dei raggi cosmici interstellari, che colpisce la Terra, è regolata dalla forza che il campo magnetico del Sole, possiede in quel particolare momento: l'analisi degli Isotopi, sul ghiaccio e sugli anelli degli alberi, ce ne offre una straordinaria conferma. E se fossero proprio i raggi cosmici, a influenzare in maniera diretta, il nostro clima e le dinamiche meteorologiche? E' possibile, che queste particelle energetiche, emesse dalle esplosioni di Stelle, siano proprio il meccanismo, dietro ad alcune di queste variazioni? Il primo indizio, potrebbe essere legato ad un fenomeno meteo piuttosto diffuso: LE NUVOLE. Un' ammasso di nuvole a bassa quota, di solito ha un effetto di raffreddamento sulla superficie terrestre. Man mano che l'annuvolamento si intensifica, il calore proveniente dal Sole, viene riflesso nello spazio, questo consente alla superficie e agli oceani di raffreddarsi. C'è chi ritiene, che un' incremento del 2%, degli ammassi nuvolosi a bassa quota, ridurrebbe le temperature riportandole a livello dell'era preindustriale. Il legame tra nuvolosità e cambiamenti climatici sulla Terra affascina il fisico danese Henrik Svenrsmark, il quale dice: "Il 2% potrebbe sembrare modesto, ma in realtà è molto importante per gli equilibri climatici." Le nuvole, si formano quando l'aria calda, in ascesa dalla superficie terrestre si raffredda, a questo punto una parte delle molecole di vapore acqueo si aggrega, nonostante la loro stessa energia cerchi di tenerle separate. Il vapore acqueo si condensa creando così le nuvole.Infatti, l'introduzione di poche piccole particelle nell'atmosfera può favorire la formazione di nuvole. Si tratta di un fenomeno comune in natura. Ma che cosa accadrebbe se dall'esterno dell'Atmosfera ci fosse un'ulteriore stimolazione? Secondo Svenrsmark, una vecchia teoria secondo cui, i raggi cosmici, contribuirebbero alla formazione di nuvole, potrebbero spiegare fenomeni come il minimo di Maunder. In quel periodo la quantità dei raggi cosmici, che colpiva l'Atmosfera era molto elevata. Svenrsmark dice: "Quindi sulla Terra si sarebbe registrato un aumento della nuvolosità, che avrebbe provocato un raffreddamento delle temperature." Per dimostrare questa teoria, e necessario prima di tutto individuare un legame statistico, tra la nuvolosità e una variazione nel flusso dei raggi cosmici....perciò sono stati analizzati i dati satellitari tra il 1979 e il 1992. Questo periodo è abbastanza lungo, per permettere al Sole, di completare il proprio ciclo di 11 anni di attività. Svenrsmark, sostiene di aver scoperto, che la Terra era del 3% più nuvolosa al minimo solare, un'affermazione che alcuni scienziati gli contestano. I raggi cosmici sono invisibili, ma in uno speciale laboratorio, possono essere osservati per via indiretta. Svenrsmark "All'interno siamo in presenza di una super saturazione molto elevata, stiamo parlando di alcool, quando una particella carica attraversa questo laboratorio, sulla sua scia produce una condensazione, sotto forma di goccioline, sono ovunque, forse in ogni secondo, 140 particelle mi colpiscono e attraversano il mio corpo." Come qualsiasi teoria, anche questa deve essere accompagnata da prove, Svenrsmark, dovette dimostrare in laboratorio, in che modo un raggio cosmico può agire da stimolatore nell'aria saturata. Nel 2005, il suo team di scienziati danesi, progetto' un'esperimento teso a verificare, se i raggi cosmici possono contribuire a formare le nuvole. La camera più grande, fu stata costruita per test a livello del mare, mentre una più piccola, è sotterranea per impedire ai raggi di penetrare. L'idea degli scienziati fu quella di iniettare nel serbatoio aria e gas, come il Biossido di Zolfo, per simulare le condizioni al di sopra degli Oceani. Al posto del Sole venne utilizzata una lampada a raggi UV, sistemata da un lato. E' l'Universo venne considerato come l'ultimo elemento mancante. I raggi cosmici, penetrarono naturalmente nell'involucro esterno in acciaio, mentre si noto' come i raggi cosmici privavano di elettroni l'aria artificiale e attorno a queste piccole particelle cariche si formarono grappoli di molecole. Questi nuclei di condensazione vennero registrati da uno speciale misuratore. Forse gli scienziati danesi, hanno riprodotto il primissimo stadio di formazione di questi nuclei. Ma il team,aveva bisogno di dimostrare che prima di formare le gocce, le particelle possono crescere di dimensione e questo richiedeva ulteriore ricerche, in ambienti più controllati. Questa ricerca è stata programmata nel 2011, e ha avuto luogo da poco in Svizzera, al CERN, il più grande acceleratore di particelle del Mondo, situato a grandi profondità. Un raggio di particelle accelerate che simula i raggi cosmici è stato proiettato nell'aria satura. Si è scoperto che queste piccole particelle possono davvero raggiungere le dimensioni necessarie alla formazione delle nuvole, il ché è una scoperta straordinaria. Svenrsmark ha affermato: "Sappiamo ancora poco di questi fenomeni, questo esperimento è stato interessante, perché ha dimostrato che le particelle possono crescere abbastanza, da contribuire alla formazione delle nubi". Gli scienziati, stanno scoprendo soltanto ora, fino a che punto la nostra Stella influenza il clima della Terra e le sue dinamiche. 30 anni fa, pochi ritenevano che le variazioni del Sole, avessero una qualche influenza sui cambiamenti climatici, ma oggi una crescente fetta di scienziati, ne è assolutamente certa! Se i cicli solari, contribuiscono a condizionare il nostro clima, allora nel prossimo secolo l'attività della nostra Stella, sarà determinante per il Pianeta. Svenrsmark : "Stiamo iniziando a comprendere, che ci sono collegamenti sottili tra il vento solare e alcune dinamiche dell'Atmosfera." Alcuni scienziati, inoltre asseriscono che I gas serra prodotti dall'uomo, stanno riscaldando il nostro Pianeta. Ma è possibile che in futuro dei cambiamenti nell'attività magnetica solare, possano avere un impatto significativo? Un calo dell'attività, rallenterebbe il riscaldamento globale, questo in teoria potrebbe evitare carestie e inondazioni in varie aree del Globo. Ciò nonostante, molti sono convinti che le emissioni di Carbonio, debbano comunque calare in modo drastico. Le variazioni nel Sole, si sono verificate nell'arco di milioni di anni e i cambiamenti nelle emissioni di energia influenzeranno il clima, questo perché l'energia ne è la principale forza motrice. I dati in nostro possesso, ci dicono che il Sole, esercita sul clima un'influenza a lungo termine. E' possibile che il nostro Pianeta, diventi più freddo, quando minore è la sua attività magnetica? Non sappiamo ancora con esattezza perché ciò accade, forse sono gli ultravioletti, il vento solare o i raggi cosmici, ma una cosa è certa, il nostro benessere e quello del nostro Pianeta, dipendono dal Sole, in modi che stiamo cominciando a comprendere, soltanto adesso. Fine Enzoilgrande |







